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Attualità
MODICA - 14/06/2017
Ha fatto della ospitalità la sua mission dopo avere lasciato Milano

L´architetto della "Casa nella roccia" a Modica

E´ necessario un turismo che riqualifichi e faccia rivivere i quartieri
Duccio Gennaro
Foto

Lei la chiama «rigenerazione urbana» dall’alto della collina di Cartellone ormai eletta a luogo dell’anima, oltre che di lavoro. Viviana Haddad (foto), architetto e titolare insieme al marito di quella che è stata recentemente definita «la Casa nella roccia», ha fatto della ospitalità la sua mission dopo avere lasciato Milano. Non è solo all’ospitalità e alla soddisfazione dei suoi ospiti che pensa quanto ad un concetto nuovo di turismo responsabile. Un turismo che riqualifichi e faccia rivivere i quartieri. Proprio quello che è successo a Cartellone negli ultimi anni dove grotte, catapecchie, e casette cadenti sono state recuperate e poi adibite a luoghi di accoglienza e ristoro con lo straordinario affaccio su S. Giorgio e la città alta. Un lavoro che ha richiesto tempo, e questo è anche normale, ma soprattutto lotta, e questo è meno normale. Dice Viviana Haddad: «Modica è città speciale per le grotte, i vicoli, le unità abitative; hanno bisogno di un abito sartoriale cucito proprio su di esse. Non servono norme generali ma linee guida precise, circostanziate e soprattutto trasparenti Non abbiamo bisogno di una struttura burocratica che definirei paleolitica, mentre si deve intervenire su un tessuto urbano così particolare.

Tanti stranieri, a Cartellone, come in altri quartieri, hanno comprato casa e la richiesta cresce ma ci scontriamo con norme datate che ci impediscono di intervenire. Serve un risanamento complessivo ma soprattutto regole e tempi certi. Non è possibile che gli uffici dopo sei mesi, a volte anche un anno, non diano le risposte attese. Così gli stranieri scappano».
In termini di investimento sul territorio è una perdita, una ricaduta mancata perché maestranze ed artigiani si bloccano proprio mentre il lavoro sarebbe tanto. Se è vero che andando per le stradine del quartiere i cantieri sono tanti e gli operai sono al lavoro, è altrettanto vero che tanti progetti sono ancora inevasi perché i tempi sono lunghissimi e la tempistica rende tutto più oneroso.

Vale poco che l’amministrazione abbia messo a punto le linee guida per un piano particolareggiato per il centro storico se poi mancano ancora le linee guida e soprattutto gli uffici frappongono difficoltà. Aprire una porta o una finestra creare un garage è spesso impresa che richiede mesi e coinvolge competenze varie mentre i fascicoli viaggiano di stanza in stanza per approfondimenti, chiarimenti, richieste di ulteriori certificazioni e documentazione. Il tutto mentre chi ha investito attende senza capire perché tutto questo accade. Dice ancora Viviana Haddad: «Non ci vuole molto, quello che chiediamo è semplicità e trasparenza perché chi vuole investire non sia dissuaso e mandi tutto al diavolo. Ogni piccolo intervento rigenera il quartiere, lo rende vivo, lo qualifica, lo rende attrattivo. Quello che abbiamo fatto in questi anni è stato uno sforzo immane e la città ne gode in termini di immagine e di ricadute economiche. Ma quanta fatica e soprattutto quanto è lunga questa strada».

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