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Attualità
MODICA - 10/02/2018
I funerali di una delle icone della Modica di un tempo ormai lontano

L´ultimo viaggio di Don Giuggino ´re gelati con la sua 127 bianca

Anche il sindaco Abbate presente per omaggiare uno dei personaggi modicani più rappresentativi
Antonio Di Raimondo
Foto

La sua vecchia e inconfondibile 127 bianca "carrozzata" gelati e granite, tutta tirata a lucido, era parcheggiata dinanzi alla chiesa di Santa Maria (foto), quasi ad aspettare colui che l´ha guidata per decenni, per traghettarlo verso l´ultimo viaggio. Don Giuggino ´re gelati, al secolo Giorgio Di Rosa, è stato salutato in una chiesa gremita da parenti, amici e cittadini che lo conoscevano da sempre. Tanti i fiori, tra cui quelli a forma di gelato da parte dei nipoti: un´idea simpatica che lo stesso Don Giuggino avrebbe certamente gradito.

Il gelataio ambulante 86enne, che ha deliziato almeno 4 generazioni di modicani con le sue bontà, si è spento nel tardo pomeriggio di giovedì all´ospedale Maggiore di Modica, dove era stato ricoverato circa 24 ore prima. Da tempo non si vedeva più in giro. Con lui è scomparso un pezzo della storia della Modica che fu, come ha ricordato Don Antonio Maria Forgione nella sua omelia. Don Giuggino abitava con la moglie nella sua casa del quartiere Vignazza, in via Fontana, nel cuore antico di Modica, che fungeva anche da laboratorio per la preparazione del gelato.

Anche il sindaco Ignazio Abbate ha voluto omaggiare una delle ultime icone della Modica di un tempo ormai lontano, e ha suscitato una profonda malinconia la scena, quasi surreale, del carro funebre che si è messo lentamente in moto con al seguito la vecchia e "fedele" 127 bianca che, in quest´ultimo viaggio, non ha distribuito gelati e granite al suono del clacson, ma ha seguito in doveroso silenzio il suo padrone con cui ha percorso per decenni migliaia e migliaia di chilometri.

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