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Attualità
MODICA - 11/02/2018
Clima ancora teso nella parrocchia Cuore Immacolato Crocevie

Muro contro muro tra Don Mario Martorina e i suoi fedeli

Uno dei parrocchiani, Peppe Minardi, su Facebook rende nota l´attuale situazione dopo la gestione del prete
Antonio Di Raimondo
Foto

E’ ancora muro contro muro tra il sacerdote 67enne Don Mario Martorina (foto) e i suoi parrocchiani dopo l’episodio delle monetine delle offerte buttate nel cortile antistante la chiesa Cuore Immacolato Crocevie e che ha catapultato un paio di settimane fa la parrocchia modicana sulle cronache nazionali. Si sta assistendo ad un vero e proprio esodo dalla parrocchia da parte dei fedeli, molti dei quali disertano la messa e non mandano i propri figli al catechismo. Lo stesso Don Martorina, fin troppo consapevole di questo stato di cose, ha evidenziato il suo rammarico nel corso dell’ultima omelia, denunciando, tra le altre cose, due tentativi di effrazione che sarebbero avvenuti nella notte, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Nel primo caso sarebbe stata forzata la porta che conduce al salone, nel tentativo di aprire un armadio, mentre il secondo tentativo di scasso al portone principale della chiesa sarebbe invece fallito.

Il sacerdote avrebbe trovato quantomeno strano che questi due episodi, entrambi denunciati alle forze dell’ordine, si siano verificati proprio dopo il bailamme scatenato dall’episodio delle monetine delle offerte buttate all’esterno della chiesa. Una omelia che avrebbe lasciato perplessi i fedeli presenti alla messa. E nel frattempo uno dei parrocchiani, Peppe Minardi, ovvero colui che sollevò il caso delle monetine su Facebook e che ha avuto sino a poco tempo un ruolo attivo nella gestione dei conti parrocchiali, proprio dal suo profilo del popolare social network denuncia lo «sfacelo» causato dalla gestione Martorina.

«Chi è causa del suo male pianga se stesso – esordisce Minardi nel suo post – mentre continua l´azione denigratoria dello stesso sacerdote nei confronti dei parrocchiani per cercare inutili giustificazioni al suo fallimento in questi cinque anni di mandato. Per quanto riguarda il catechismo, ecco la situazione dati alla mano: anno 2013 ragazzi del catechismo 78; anno 2018 ragazzi del catechismo 10/12 (perlomeno prima del gesto delle monetine, ora saranno di meno); anno 2013 catechiste ed assistenti circa 15/16 in organico; anno 2018 catechiste solo 2/3, le altre sono scappate per incompatibilità e atteggiamenti arroganti e presuntuosi nelle scelte della catechesi. Molti Ministri straordinari (80%) – prosegue Minardi nel suo post su Fb – non partecipano più alle attività parrocchiali. Gruppo Giovane non pervenuto. Gruppo Famiglia dimezzato. Ricorrenze quasi azzerate (i parrocchiani vanno in altre parrocchie). Faccio presente – conclude Minardi – che la Curia Vescovile è a conoscenza di tutti questi dati».

I commenti favorevoli a questo post da parte degli altri parrocchiani sono evidenti, e uno di loro punta il dito anche contro il Vescovo Antonio Staglianò, che non avrebbe finora assunto i provvedimenti del caso, «Preferendo evidentemente concentrarsi – si legge testualmente nel commento – sulle sue doti canterine».

Insomma, un clima che permane teso e che non fa bene alla Chiesa modicana e non solo. Evidentemente le pubbliche scuse del Vescovo e dello stesso sacerdote, che aveva parlato di un «gesto inconsulto dettato dal’impulsività», non sono bastate, e i fedeli si attendono atti concreti avverso un episodio che ha ulteriormente incrinato, forse in maniera irreversibile, il rapporto tra Don Martorina e i suoi fedeli. La Diocesi di Noto aveva dal suo canto ridimensionato l’accaduto e lo stesso Monsignor Staglianò aveva dichiarato che «Non tutto quanto era stato denunciato corrispondeva al vero». Ciò lascia presupporre che nessuno dei provvedimenti invocati dai fedeli a carico di Don Martorina sarà assunto dalla Diocesi netina, che aveva lasciato intendere come il caso fosse ormai da considerarsi chiuso. Evidentemente non dello stesso avviso i parrocchiani.

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