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Cronache
RAGUSA - 10/08/2017
Clamore mediatico al di fuori dei confini nazionali

Indignazione su pompieri volontari che incendiavano

Gran parte delle 15 persone indagate ha ammesso le proprie responsabilità. Di Vita ha respinto le accuse
Antonio Di Raimondo
Foto

Mentre il territorio ibleo stenta ancora a credere all´assurda vicenda dei pompieri piromani, prevale l´indignazione verso una vicenda che vede protagonisti persone che, invece di difendere la pubblica incolumità dagli incendi, l´ha messa per almeno 2 anni seriamente a rischio, appiccando apposta i roghi con l´obiettivo di spegnerli per intascare rimborsi, nell´ambito di circa una ventina di casi accertati tra il 2013 e il 2015. Intanto il principale indagato, l´ex caposquadra Davide Di Vita, 42enne di Vittoria, l´unico ad essere stato arrestato, ha respinto ogni accusa, dichiarandosi estraneo ai fatti.

Una vicenda che, per i suoi risvolti kafkiani, è stata trattata persino a livello internazionale. L´autorevole Bbc ne ha parlato nei suoi telegiornali, mentre il sito web (foto) titola seccamente: "Equipaggio di pompieri appiccava incendi per soldi". Mai si era vista una cosa del genere, ed il clamore mediatico che esula dai confini nazionali lo dimostra. In tantissimi su Facebook hanno commentato l´accaduto, talvolta con toni fin troppo aspri. Ma tutti sono concordi nel difendere la categoria dei vigili del fuoco dalle mele marce, non facendo di tutta l´erba un fascio e apprezzando il lavoro di chi mette a repentaglio la propria vita lottando contro il fuoco.

E proprio la categoria preferisce non commentare. Anche i sindacati di categoria tacciono, almeno per il momento. Chi invece pensa già agli scenari giudiziari sono Legambiente e Codacons. In una nota l´associazione ambientalista scrive che «Chiederà che vengano comminate pene esemplari. Un disegno criminoso organizzato scientemente da volontari dei vigili del fuoco, per soli dieci euro in più di indennità, non è solo sconfortante ma ci dimostra ancora una volta quanto l’ambiente ed il territorio, e la vita stessa dell’uomo, siano meno di zero per certe persone. Appiccare il fuoco è un business che occorre contrastare. Annunciamo la costituzione di parte civile nel processo che si aprirà a carico dei responsabili di questi disastri ambientali - conclude la nota - perpetrati negli anni nel territorio di Ragusa".

Altrettanto secca la nota del Codacons: "Il Coordinamento ambientalista e di difesa dei consumatori annuncia che si costituirà parte offesa e chiederà il risarcimento sia per i danni all´ambiente sia per quelli all´erario. Nei mesi scorsi abbiamo proposto che comuni e Regione Siciliana mettano una taglia di 50 mila euro a piromane - chiude la nota - offrendo i soldi a chi riesce a permetterne l´identificazione, con successiva pena".

Gran parte delle 15 persone indagate ha ammesso le proprie responsabilità, collaborando con gli inquirenti.

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