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Cronache
RAGUSA - 15/05/2018
Successe il 16 ottobre 2008 nello stabilimento della «Cioccodor» (ex Gisol)

La morte sul lavoro dell’operaio Giuseppe Tumino: tutti assolti

L´uomo morì per asfissia, con conseguente arresto cardiocircolatorio causato dalla compressione toracica
Redazione
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Assolti con la formula «perché il fatto non sussiste», ovvero la formula più ampia, gli ex datori di lavoro dell’operaio ragusano 38enne Giuseppe Tumino (foto), noto agli amici come Pippo, che perse la vita in un incidente sul lavoro verificatosi il 16 ottobre 2008 nello stabilimento della «Cioccodor» (ex Gisol), nella zona industriale di Ragusa. La sentenza di assoluzione è stata emessa dal giudice del tribunale di Ragusa Vincenzo Panebianco. L’uomo morì dopo essere rimasto incastrato in un silos parzialmente pieno di cioccolato e schiacciato dalla pala del miscelatore del cacao, lasciando la moglie e due bambini allora di 3 e 7 anni. L’operaio, che era solo nello stabilimento, aprì il coperchio del silos, altro 3 metri e abbastanza stretto. Mentre versava il cacao in polvere, l’operaio cadde nel silos, restando incastrato a faccia in giù, a poca distanza dalla pala per il rimescolamento del cacao.

Tumino morì per asfissia, con conseguente arresto cardiocircolatorio causato dalla compressione toracica, nel disperato e vano tentativo di tirarsi fuori dal silos. Era stata la moglie a lanciare l’allarme, non vedendo rincasare il marito. Quando i vigili del arrivarono nella sede della prima fase della zona industriale, non c’era più nulla da fare. L’intero stabilimento fu posto sotto sequestro nell’ambito delle indagini disposte dalla procura. Nel processo la pubblica accusa aveva ipotizzato negligenza, imprudenza ed imperizia per non aver fornito all’operaio adeguata formazione, per non aver adottato misure idonee a rendere più sicuro l’accesso ai macchinari e per il mancato avvio del blocco di sicurezza che non interruppe il movimento della pala per il rimescolamento del cacao.

Non dello stesso avviso il giudice, che ha deciso l’assoluzione con formula piena degli imputati. La moglie dello sfortunato operaio fu poi assunta dall´allora Ausl 7, su iniziativa del manager pro tempore Fulvio Manno, che coprì in tal modo la scopertura in organico attingendo agli appositi fondi previsti dalla Finanziaria per gli orfani e le vedove degli incidenti sul lavoro.

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