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Economia
COMISO - 15/09/2018
Le ricette dell’amministratore delegato di Soaco Giorgio Cappello

Prestito "ponte" e piano gestionale per far sopravvivere aeroporto

In sede di tavolo istituzionale convocato dal commissario straordinario del libero Consorzio
Duccio Gennaro
Foto

Un prestito "ponte" ed un piano gestionale «essenziale ed efficace». Sono le ricette dell’amministratore delegato di Soaco Giorgio Cappello (foto), per consentire all’aeroporto di Comiso di superare i prossimi 9 mesi che si annunciano difficili per mancanza di liquidità. In sede di tavolo istituzionale convocato dal commissario straordinario del libero Consorzio Salvatore Piazza, tante le buone intenzioni emerse da parte di parlamentari, sindaci e sindacalisti. Buone volontà che si devono tuttavia tradurre in azioni concrete, in questo caso demandate ad un tavolo tecnico di cui fanno parte lo stesso commissario Piazza, il sindaco di Ragusa Cassì e di Comiso Schembari, un rappresentante sindacale, un rappresentante della Camera di Commercio ed uno delle associazioni datoriali. Al di là del tavolo tecnico che sembra una soluzione più di facciata che strettamente operativa è il piano industriale annunciato da Giorgio Cappello che dovrà funzionare.

Perché nelle casse di Soaco i soldi sono finiti o ce ne sono comunque pochi e lo scalo per assicurare operatività e condizioni di sicurezza ai vettori nei prossimi mesi ha bisogno di operatori, tecnici e servizi che dovranno essere pagati. L’Ad non ha detto come e dove troverà la strade per il prestito ponte ed ha comunque assicurato che il prossimo piano sarà ancor più ristretto all’osso pur garantendo la piena operatività del Pio La Torre. Per la stagione invernale, infatti, tutte le compagnie, hanno confermato i loro voli e le tratte servite per cui le voci di una chiusura sono prive di fondamento.

Per il piano di ristrutturazione di Soaco bisognerà attendere almeno la fine del mese, ha detto Cappello, che ha anche fatto una breve cronistoria della situazione finanziaria di Soaco. Dai 17 milioni del 2007, custoditi nelle casse della società, si è arrivati a 10 milioni nel 2013 dopo avere onorato il debito con il comune di Comiso, proprietario dello scalo e versati a titolo di canone anticipato. Con i 10 milioni dal 2013, anno di inizio dell’attività, questi soldi sono serviti per assicurare l’operatività sia per incentivare le rotte. Oggi Comiso spende più di quanto incassa e da qui la necessità di assicurare soldi freschi. La speranza sono le nuove tratte che con la nuova stagione dovrebbero essere istituite grazie ai 9 milioni tra pubblici e privati, messi a disposizione nel bando. A questo proposito il commissario Piazza si è detto disponibili ad incrementare la dotazione da parte del Libero Consorzio alla luce della grande opportunità di sviluppo offerta dallo scalo per tutto il territorio.

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