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Politica
RAGUSA - 10/06/2018
Regolarmente insediati i seggi nei 4 comuni. Tutti i candidati sindaco

Solo oggi urne aperte per gli elettori di Ragusa, Modica, Comiso e Acate

Il dato politico nei comuni iblei è rappresentato dalla tenuta del M5S nel capoluogo
Duccio Gennaro
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Gli ultimi appelli dei candidati a sindaco hanno chiuso la campagna elettorale. Stamane si sono regolarmente insediati i seggi nei 4 comuni iblei dove si vota e dalle 7 sono cominciate le operazioni di voto. Quattro comuni, tra cui il capoluogo, insieme a Modica, Comiso ed Acate rinnovano le amministrazioni locali e per la platea complessiva dei 18 candidati a sindaco ed il migliaio di cittadini che si sono candidati nelle varie liste da un mese è stata una lunga corsa. A Ragusa ed Acate non si ripresentano i sindaci uscenti, Federico Piccitto e Franco Raffo mentre Ignazio Abbate a Modica e Filippo Spataro a Comiso chiedono continuità ai loro cittadini. Il dato politico nei comuni iblei è rappresentato dalla tenuta del M5S nel capoluogo e dalla capacità di entrare nelle aule consiliari degli altri 3 comuni.

IL VOTO A RAGUSA
L’avvento del governo gialloverde potrebbe giovare alla causa di Antonio Tringali, presidente uscente del consiglio comunale a Palazzo dell’Aquila, che deve affrontare ben sei concorrenti ma soprattutto una città che in buona parte è stata critica con Piccitto. Nella galassia pentastellata nazionale riconfermare il sindaco vorrebbe dire tanto anche in termini di proiezione esterna ma la competizione è feroce. Arriva da due candidati di lungo corso come Sonia Migliore, già assessore ed ultimi 5 anni di feroce opposizione al M5S, e da Peppe Calabrese, segretario Pd, e già consigliere comunale, che cerca di ricompattare un’area progressista sfilacciata anche perché i dem si ritrovano con Giorgio Massari, ex sindaco ed ex Pd, a fare da alter ego per conquistare il consenso dell’area di centro sinistra. Non meno dura la battaglia nell’area di destra perché oltre a Sonia Migliore rivestiranno un ruolo di peso in queste elezioni anche Maurizio Tumino e Peppe Cassì. Quest’ultimo, avvocato, con un passato da cestista nel basket, convertito dell’ultima ora alla politica, volto fresco ha scompaginato le carte di Forza Italia, che prova a riprendersi il comune con Maurizio Tumino, imprenditore edile ed ingegnere, anche lui consigliere uscente legato al forzista Gianni Mauro. Carmelo Ialacqua, docente, già consigliere, cerca di aggregare un voto di opinione trasversale ma appare come il vaso di coccio tra quelli di ferro. Vista la concorrenza è prevedibile che nel capoluogo venga tutto rinviato al ballottaggio ed in quel caso conteranno le alleanze e le astensioni.

IL VOTO A MODICA
A Modica Ignazio Abbate cerca di toccare almeno quota 14.000 voti che gli garantirebbero la vittoria al primo turno. I cinque anni di sindacatura con una presenza quotidiana quasi ossessiva nelle ultime settimane, inaugurazioni, tagli di nastro per opere pubbliche e piccole manutenzioni, fanno del sindaco uscente il favorito anche se il tema, se non la paura del dissesto dei conti, aleggia su di lui. Abbate ha scelto, come cinque anni fa, di correre da solo, senza bandiera e con movimenti espressione del tessuto sociale, ha nella frazione di Frigintini, di cui è originario, la sua roccaforte ed ha una schiera di 96 consiglieri comunali a fargli da traino, ha buoni rapporti con il mondo della scuola, dell’imprenditoria e del sociale. A contrastarlo Salvatore Poidomani, avvocato, con alle spalle un exploit alle ultime regionali, quando toccò 3.500 consensi. Poidomani guida un’area riformista che va dal centro alla sinistra ed include il Pd tra le forze tradizionali. La sua campagna ha oscillato tra i temi dei conti pubblici e della sana gestione dell’ente con attacchi ricorrenti ad Abbate accusato di spese improprie e al di fuori della sostenibilità delle coperture. Una campagna molto «contro» e poco «per» ma che è stata l’unica ad essere degna di tal nome. Gabriele Amore, esponente leghista, si è visto solo al fianco di Matteo Salvini nel corso della visita in città, è giovane e probabilmente volenteroso, ma anche abbastanza evanescente. Il M5S ci ritenta dopo l’esperienza del 2014, quando il candidato Andrea Sansone raccolse appena 1.550 consensi. L’uomo in campo è Carlo Cartier, attore teatrale, nuovo volto della politica, e riferimento di una lista che cercherà di intercettare una buona parte del 52% raccolto in città alle politiche. Come in altre realtà i pentastellati devono affidarsi al voto di opinione che in sede locale, tuttavia, ha sempre contato relativamente.

IL VOTO A COMISO E ACATE
Anche a Comiso 4 sindaci con la sfida tutta a sinistra tra l’uscente Filippo Spataro e l’ex parlamentare Pippo Digiacomo che cercherà di erodergli il consenso. Digiacomo ha condotto una campagna elettorale combattiva e fa leva sulla sua esperienza, ma tra i due litiganti potrebbe godere Maria Rita Schembari, espressione del centro destra con un passato di assessore, che lo stesso presidente della Regione Nello Musumeci sostiene assieme a Giorgio Assenza, che di voti di schieramento e di opinione a Comiso è ricco. Patrizia Bellassai corre con l’unica lista del M5S ed anche in questo caso è tutto da vedere se riuscirà a far breccia con i temi cari ai grillini. Acate elegge 12 consiglieri e ha 3 candidati a sindaco collegati alla rispettiva lista. Si tratta di Giovanni Di Natale, Vito Cutrera del M5S e Giovanni Fracanzino del Pd.

IL VOTO DI OGGI E´ IL PRIMO DOPO LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO
Un test per partiti e movimenti. Il voto di domenica è il primo dopo la formazione del governo gialloverde a Roma e vede interessati in tutta Italia 6.749.654 cittadini per il rinnovo delle cariche amministrative di 761 comuni. In Sicilia sono coinvolti 137 comuni su 390, il 35 per cento, con 5 capoluoghi di provincia (Catania, Siracusa, Ragusa, Messina e Trapani), 118 comuni superiori a 15 mila abitanti e 19 sotto la soglia dei 15 mila, dove si voterà dunque con il sistema maggioritario e senza secondo turno, fissato per gli eventuali ballottaggi per domenica 24. Vi parteciperanno i candidati sindaci che non avranno superato il 40 per cento dei consensi al primo turno, soglia che vale l’elezione diretta. Messina è la provincia dove sono interessati più comuni, 35, segue Catania con 22, 16 ad Agrigento 13 a Trapani, 8 a Siracusa, 7 a Enna Ragusa con 4 (il capoluogo, Modica. Comiso ed Acate), solo uno a Caltanissetta.

Il voto siciliano è rilevante in particolare nei capoluoghi dove si consumerà la sfida Lega e 5S , alleati di governo a Roma e concorrenti in molti comuni. Anche per Forza Italia e soprattutto Pd è un voto che potrà dare conferme più o meno positive sul gradimento di questi partiti, in netto calo nel voto nazionale del 4 marzo. Altra nota saliente è la preponderanza di movimenti civici e indipendenti che si propongono sotto bandiere che fanno riferimento solo alla città di appartenenza. Significativo a questo proposito il caso di Catania e Trapani dove i rispettivi candidati dell’area progressista Enzo Bianco e Giacomo Tranchida, hanno messo nel cassetto il simbolo del Pd e corrono sotto altre bandiere.

La Lega presenta un suo candidato al di fuori dell’alleanza di centro destra a Messina e Siracusa. La sfida con il M5S è apertissima un po’ ovunque anche se nei comuni di medie e piccole dimensioni l’appeal dei candidati pentastellati non è altissimo per la relativa mancanza di radicamento nel territorio. Tutto da verificare se l’arrivo dei leader nazionali, Salvini e Di Maio è riuscito a spostare consensi. Il M5S ha una priorità a Ragusa anche per una questione di immagine perchè movimento di Di Maio non può fare flop dopo 5 anni di amministrazione Piccitto. Interessante dal punto di vista politico il caso Trapani dopo il terremoto giudiziario dello scorso anno, il commissariamento del comune e l’azzeramento di una classe dirigente che faceva capo ai parlamentari D’Alì e Fazio. Si sfidano 5 candidati con FI e Lega concorrenti all’interno del centro destra. A Messina la controversa sindacatura di Renato Accorinti sarà messa duramente alla prova e dovrà vedersela con il sempre presente Cateno De Luca sostenuto dal centro destra e con 6 liste alle spalle.

QUANDO E COME SI VOTA
Si vota solo domenica, dalle ore 7 alle ore 23,00. I dati di affluenza alle urne saranno diffusi alle ore 12, 19 e 23. Lo scrutinio avrà inizio a partire dalle 23; si partirà con gli scrutini dei candidati a sindaco, a seguire quelli per i consiglieri e, ove previsto, quelli per le circoscrizioni. I presidenti di seggio comunicheranno i dati delle votazioni alla segreteria generale del comune che li inoltrerà alla Prefettura e di qui all’Ufficio elettorale regionale. E’ presumibile che per avere i primi risultati ufficiosi per il sindaco si dovranno attendere almeno un paio d’ore e per la lista dei consiglieri comunali si dovrà attendere l’alba.

Nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti si applica il sistema elettorale maggioritario a doppio turno; mentre nei Comuni con popolazione pari o inferiore a 15.000 abitanti si voterà con il sistema maggioritario a turno unico. La scheda per l’elezione del sindaco è quella stessa utilizzata per l’elezione del Consiglio comunale. L´elettore, tracciando un segno, può con un unico voto esprimere la sua preferenza sia per il candidato alla carica di sindaco sia per la lista a esso collegata. L’elettore può praticare il voto disgiunto - vietato invece alle Politiche - esprimendo la preferenza per un candidato alla carica di sindaco non collegato alla lista prescelta. Si possono esprimere sino a un massimo di due voti di preferenza per candidati della stessa lista. Nel caso di espressione di due preferenze, tuttavia vale l´alternanza di genere: una deve riguardare un candidato uomo e l’altra un candidato donna o viceversa, pena la nullità della seconda preferenza.

UNA DOMENICA CALDISSIMA
Sarà un voto caldo, anzi caldissimo. Non tanto per la competizione elettorale in sè, quanto piuttosto per la temperatura, perché domenica è destinato ad essere il giorno più caldo da 50 anni a questa parte e batterà ogni record. Nell’isola sono annunciate temperature ben oltre i 30° ed il massimo si toccherà all’interno con Catenanuova, in provincia di Enna, paese più caldo di Sicilia con 39°. Non si scherzerà neppure a Siracusa, Catania, Ragusa e Messina, città dove peraltro si vota. Mare piatto ed assenza di vento caratterizzeranno il fine settimana come accade da qualche giorno a questa parte. Ma l’ondata di calore proveniente dalle zone sub tropicali faranno lievitare le temperature.

Tutto da vedere se e quanto il gran caldo influenzerà la partecipazione al voto visto che la gente sarà invogliata ad andare al mare e ritornare all’imbrunire in città. L´ideale sarebbe dunque nel solco del vecchio adagio "Prima il dovere e poi il piacere", ovvero prima alle urne e poi tutti al mare a mostrar le chiappe chiare, come cantava Gabriella Ferri.

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