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Sicilia
AGRIGENTO - 14/05/2018
Imputati nel procedimento erano 2 medici

Morte Enzo: la mamma di Modica si è sempre battuta. 2 assoluzioni

Il giudice ha assolto entrambi gli imputati con la formula "perchè il fatto non sussiste"
Redazione
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Il giudice unico del Tribunale di Agrigento ha assolto i due medici imputati per la morte del 19enne Vincenzo Rigoli, Enzo per gli amici, la cui mamma, originaria di Modica, si è sempre battuta per ottenere giusitizia per il figlio. Il giovane morì la notte tra il 16 e il 17 dicembre del 2012 per uno shock emorragico a seguito di un incidente stradale avvenuto in contrada Gasena, in territorio di Agrigento. Il magistrato ha deciso per l´assoluzione con la formula "perchè il fatto non sussiste", ritenendno che il 19enne non morì per la presunta negligenza dei medici, quanto piuttosto per i gravi traumi subiti nell’incidente che non gli avrebbero lasciato scampo, a prescindere dall´operato dei medici.

Imputati erano l´ex primario del reparto di Chirurgia dell’Ospedale «San Giovanni di Dio» di Agrigento e un medico dello stesso reparto. I genitori ritenevano incongruente il ritardo con cui era arrivato nel nosocomio l’ex primario, proveniente da Gela, il quale si è sempre giustificato parlando delle avverse condizioni meteo che gli avrebbero impedito di poter accorciare i tempi di arrivo ad Agrigento. Al medico, invece, l’accusa contestava il mancato tempestivo intervento chirurgico per tamponare l’emorragia in attesa dell’arrivo del primario.

Il pm aveva chiesto, al termine della sua requisitoria, la condanna per entrambi gli imputati: quattro anni, e sospensione dall’esercizio della professione, erano stati chiesti per il medico del reparto, mentre per l’ex primario era stata chiesta la condanna a due anni e sei mesi. Un processo che ha visto anche delle tesi opposte fra consulenti, nonchè l’archiviazione della posizione di altri quattro medici inizialmente indagati. Si conclude così una lunga vicenda che ha visto sempre in primo piano i genitori della giovane vittima che da sempre si erano opposti all’archiviazione.

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