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Sicilia
CATANIA - 25/09/2018
Mario Ciancio e Domenico Ciancio si sono dimessi da direttore e condirettore

Sequestro da 150 milioni per l´editore Mario Ciancio: tra i beni il quotidiano "La Sicilia" e le tv regionali

L´interessato si dice estraneo ai fatti e ricorrerà in appello
Redazione
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Mario Ciancio e Domenico Ciancio si sono dimessi rispettivamente da direttore e condirettore de "La Sicilia". La notizia è apparsa in prima pagina sul quotidiano catanese insieme all´insediamento di Antonello Piraneo alla direzione del giornale. "Lascio con amarezza -scrive Mario Ciancio- Penso che oggi un mio passo indietro possa aiutare me ad essere più libero rispetto alla prova che i toccherà affrontare". Il condirettore Domenico Ciancio scrive di "sgomento e tristezza" nel lasciare il quotidiano. "Un gesto non voluto ma dovuto, un momento che mai avrei voluto vivere".

IL DECRETO DEL TRIBUNALE DI CATANIA

Il Tribunale di Catania ha emesso un decreto di sequestro e confisca, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, di una serie di beni nei confronti dell´editore e direttore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo. Il valore dei beni, in corso di quantificazione, è di almeno 150 milioni. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Catania. Tra i beni dell´imprenditore catanese Mario Ciancio, di cui il Tribunale di Catania ha emesso il decreto di sequestro e confisca, su richiesta della Dda, vi è l´intero gruppo editoriale che fa capo all´editore tra cui il quotidiano ´La Sicilia´, la maggioranza delle quote della ´Gazzetta del Mezzogiorno´ di Bari e due emittenti televisive regionali, ´Antenna Sicilia´ e ´Telecolor´.

Il Tribunale ha nominato dei commissari giudiziari per garantire la continuazione dell´attività del gruppo. Il decreto riguarda conti correnti, polizze assicurative, 31 società, quote di partecipazione in altre sette società e beni immobili. Mario Ciancio Sanfilippo è attualmente sotto processo per concorso esterno all´associazione mafiosa.

"Nell´ambito del procedimento di prevenzione a mio carico ritenevo di avere dimostrato, attraverso i miei tecnici e i miei avvocati, che non ho mai avuto alcun tipo di rapporto con ambienti mafiosi e che il mio patrimonio è frutto soltanto del lavoro di chi mi ha preceduto e di chi ha collaborato con me - commenta Mario Ciancio Sanfilippo - ritengo che le motivazioni addotte dal Tribunale siano facilmente superabili da argomenti importanti di segno diametralmente opposto, di cui il collegio non ha tenuto conto".

Ciancio Sanfilippo aggiunge: "I miei avvocati sono già al lavoro per predisporre l´impugnazione in Corte di Appello. Sono certo - spiega - che questa vicenda per me tristissima si concluderà con la dovuta affermazione della mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati, come dimostra la mia storia personale, la mia pazienza e la mia ormai lunga vita nella città di Catania". L´imprenditore ed editore conferma che il provvedimento del Tribunale di Catania, sezione misure di prevenzione, "Con cui si dispone la confisca delle mie aziende e di alcuni miei beni" gli è stato notificato lunedì mattina.

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