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Sicilia
MESSINA - 13/03/2018
Su decisione del gip del tribunale di Messina

Asfalto e "mazzette", 6 arresti. "Macigno" sulla Siracusa Gela: a rischio 3 lotti fino a Modica

Le ipotesi di reato prospettabili sono corruzione, turbata libertà degli incanti e abuso d’ufficio
Duccio Gennaro
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Una indagine che potrebbe costituire un "macigno" sul futuro dei lotti in costruzione della Siracusa Gela. Al momento, l´unica cosa certa è che sono al momento 6 gli arresti "eccellenti" che potrebbero provocare ulteriori ostacoli, ai tanti già esistenti, nella fase di costruzione dei lotti 6,7,8 da Rosolini a Modica. Il gip del tribunale di Messina ha infatti disposto 6 arresti per corruzione, turbata libertà degli incanti e abuso d’ufficio, nell´ambito delle indagini che avrebbe messo in luce un presunto connubio tra asfalto e "mazzette". In ballo, difatti, anche una presunta tangente "staccata" proprio in funzione dei lavori tuttora in corso. La misura cautelare è stata disposta per Duccio Astaldi, presidente del consiglio di gestione della Condotte Spa, impresa italiana leader nel settore delle costruzioni.

La Condotte ha recentemente chiesto al tribunale di Roma di avviare un concordato preventivo per evitare il fallimento. Interessati dal provvedimento anche il presidente del consiglio di amministrazione della Cosige Antonio D´Andrea, altra impresa affidataria dei lavori, e Stefano Polizzotto, ex capo della segreteria tecnica dell´ex presidente della Regione Rosario Crocetta. La misura cautelare è stata emessa anche nei confronti del funzionario del Consorzio autostrade siciliane (Cas) Gaspare Sceusa. Astaldi, D´Andrea, Polizzotto e Sceusa sono stati sottoposti ai domiciliari. Misura cautelare in carcere, invece, per il finanziere Nicola Armonium e Antonino Gazzarra, vicepresidente del Cas.

L´indagine, che nasce da una segnalazione alla procura della città dello Stretto da parte del Tar, a cui avevano fatto ricorso le ditte escluse dalla gara di affidamento dei lavori, è stata coordinata dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia. Oltre ai 6 indagati colpiti da misura cautelare, sono coinvolte nell´indagine altre 5 persone, tra cui i componenti della commissione che avrebbe dovuto verificare la congruità delle offerte per l´affidamento delle opere.

Difficile ipotizzare a questo punto quali possano essere le dirette conseguenze sulla riapertura dei cantieri e la continuazione dell’opera. Tutelare l’interesse pubblico e le aspettative di un territorio, al di là della grave vicenda giudiziaria, è essenziale e bisognerà trovare, pertanto vie d’uscita per arrivare al completamento dei lavori.

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