Dove sei: Prima pagina > Sicilia > Palermo > Papa Francesco ... Continua
Sicilia
PALERMO - 16/09/2018
Le 2 tappe tra Piazza Armerina e Palermo seguite da 150 mila persone in massima sicurezza

Papa Francesco in Sicilia: una visita che emoziona

Il messaggio del Pontefice ai mafiosi: "Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi, convertitevi"
Duccio Gennaro
Foto

Almeno 150 mila persone hanno seguito la visita di Papa Francesco in Sicilia (la seconda dopo quella Lampedusa nel 2013). Le presenze stimate tra Piazza Armerina, 50 mila, e Palermo, 100 mila, parlano di una festa ma anche di una grande partecipazione emotiva e religiosa nel segno di Papa Bergoglio ma anche del ricordo di Don Pino Puglisi, il prete martire palermitano, ucciso 25 anni dalla mafia a Brancaccio e la cui figura il Papa ha ricordato nel corso dell’omelia alla messa celebrata al Foro Italico: «Padre Pino era inerme, ma il suo sorriso trasmetteva la forza di Dio: non un bagliore accecante, ma una luce gentile che scava dentro e rischiara il cuore. ╚ la luce dell´amore, del dono, del servizio. "Abbiamo bisogno di tanti preti del sorriso, di cristiani del sorriso - ha aggiunto -, non perché prendono le cose alla leggera, ma perché sono ricchi soltanto della gioia di Dio, perché credono nell´amore e vivono per servire. ╚ dando la vita che si trova la gioia, perché c´è più gioia nel dare che nel ricevere".

Il Papa non ha mancato di mandare il suo messaggio ai mafiosi cui ha detto di cambiare: «Cambiate fratelli e sorelle! Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi, convertitevi al vero Dio di Gesù Cristo! Altrimenti, la vostra stessa vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte. Se la litania mafiosa è: ´Tu non sai chi sono io´, quella cristiana è: ´Io ho bisogno di te´. Se la minaccia mafiosa è: ´Tu me la pagherai´, la preghiera cristiana è: ´Signore, aiutami ad amare´", ha detto il Pontefice nell´omelia. Voi sapete che il sudario non ha tasche, non si può portare niente".

Accompagnato dall’arcivescovo di Palermo, Don Corrado Lorefice il Papa Ha poi proseguito la sua visita nei luoghi simbolo di una città difficile. A Brancaccio nella chiesa di S. Gaetano ed in piazza Anita Garibaldi dove il prete fu ucciso. Poi una sosta alla cappella di S. Rosalia per una preghiera. Il pranzo è stato con 150 fratelli della missione Speranza e carità e detenuti, ex tossicodipendenti, migranti a base tutta siciliana con caponata, cannoli e altri prodotti coltivati nella comunità. Nel pomeriggio l’incontro in Cattedrale dove ha incontrato parroci, sacerdoti e seminaristi di tutta la Sicilia, superiori e superiore delle comunità religiose dell´Isola, accompagnato dall´arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. L´incontro in piazza Politeama tra il Pontefice e i giovani ha concluso l´ultima tappa della visita di Papa Francesco che i palermitani hanno salutato con un affettuoso «Ciccio».


LA VISITA A PIAZZA ARMERINA
«E’ bello il sole di Sicilia». Sono state le prime parole di Papa Francesco dal palco di Piazza Europa davanti a circa 7 mila persone che alle 9 in punto hanno accolto il Pontefice in visita oggi tra Piazza Armerina e Palermo. La calda giornata di sole ha caratterizzato l’evento che si è svolto nel pieno rispetto del programma. Il Papa è arrivato in elicottero al campo sportivo S. Ippolito dal quale è ripartito dopo quasi 2 ore con qualche minuto di anticipo alla volta del capoluogo. «Sono contento di essere in mezzo a voi» ha detto Papa Francesco dal palco prima di rivolgere il suo discorso: «"Non sono poche le piaghe che vi affliggono. Esse hanno un nome: sottosviluppo sociale e culturale; sfruttamento dei lavoratori e mancanza di dignitosa occupazione per i giovani; migrazione di interi nuclei familiari; usura; alcolismo e altre dipendenze; gioco d´azzardo; sfilacciamento dei legami familiari". "Di fronte a tanta sofferenza la comunità ecclesiale può apparire, a volte, spaesata e stanca; a volte invece, grazie a Dio, è vivace e profetica, mentre ricerca nuovi modi di annunciare e offrire misericordia soprattutto ai fratelli caduti nella disaffezione, nella diffidenza, nella crisi della fede". Considerare le piaghe della società e della Chiesa non è un´azione denigratoria e pessimistica Se vogliamo dare concretezza alla nostra fede, dobbiamo imparare a riconoscere in queste sofferenze umane le stesse piaghe del Signore".

Versione classica di Corrierediragusa.it
Corriere di Ragusa Srl ľ P.Iva: 01404940882