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Sport
COMISO - 07/12/2017
L´ex arbtiro internazionale ed opinionista al convegno su "Evoluzione del giornalismo sportivo"

Il Var secondo Paolo Casarin: "E´ una rottura degli schemi"

"Più disponibili a capire gli errori, a correggersi e a mettersi in discussione"
Duccio Gennaro
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Il Var è una rottura di abitudine. Paolo Casarin (nella foto al centro con Giannì Molè a dx e Claudio La Mattina a sin.), già arbitro internazionale e oggi opinionista di tv e carta stampata, ne è convinto dall’alto della sua esperienza. Pur figlio di una cultura arbitrale che aveva come riferimento Concetto Lo Bello, dominus del ruolo arbitrale, Casarin accetta e soprattutto «interpreta» il «Video assistance referee». Ne ha spiegato il perché nel corso del convegno organizzato da Assostampa Ragusa su «L’evoluzione del giornalismo sportivo: dalla carta stampata al web e al decalogo di autodisciplina». Il Var è stato «ospite d’onore» della serata perché Paolo Casarin non si è limitato a spiegarne la presenza e il modo di utilizzarla ma è andato alle radici del calcio. Attraverso un excursus storico, che ci dice di uno sport nato elitario e poi diventato popolare, è entrato nel merito della questione parlando di «una mutazione epocale» perché se prima l’arbitro faceva quello che voleva ora deve essere più contenuto e soprattutto meno protagonista. Lo strumento a bordo campo da un lato lo aiuta a sbagliare di meno, dall’altro ad essere meno assolutista.

Dice Casarin: «Oggi gli arbitri sono più disponibili a capire gli errori, a correggersi e a mettersi in discussione. E’ un cambiamento di rotta significativo. Oggi abbiamo tutti la certezza che il risultato del campo si allinea con quello che la sera vediamo tutti in tv. Prima c’era spesso una discrasia che ha portato a situazioni abnormi e faceva male alla credibilità del calcio». L’arbitro non è più solo, ha un suo assistente appena al di là della linea di delimitazione del rettangolo di gioco. La strada è stata aperta pur se sono soltanto 30 i Paesi che adottano il Var e questo rischia di creare ulteriori differenze.

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