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Sport
RAGUSA - 18/06/2017
Calcio, Promozione: il delegato provinciale della Figc non accetta le motivazioni dei dirigenti dimissionari

Claudio La Mattina: "Ragusa non infangare la Figc"

La nota del vicepresidente, direttore sportivo e segretario della società indigna il dirigente federale
Duccio Gennaro
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Una bella tirata d’orecchi e una riflessione: «Bisogna saper perdere». Claudio la Mattina (foto) non se la tiene e subito rintuzza le tesi dei tre dirigenti del Città di Ragusa che si sono dimessi. Il vicepresidente Angelo Paternò, il direttore sportivo Massimiliano Vitale e il segretario Rosario Massari hanno motivato il loro gesto per presunte manovre penalizzanti nei confronti della società ragusana da parte del comitato regionale nelle fasi finali del campionato di Promozione. Quasi a prefigurare un disegno per mettere in difficoltà il Città di Ragusa e favorire l’Atletico Catania che alla fine ha vinto il campionato di Promozione.

Claudio La Mattina nella sua veste di delegato del Comitato provinciale della Figc non ci sta e dice. «Mi procura un senso di disagio come poche volte successo nella qualità di dirigente Federale la motivazione del mancato raggiungimento del proprio obbiettivo prefissato all´inizio della stagione sportiva dispensando la responsabilità anche alla FIGC. Questo noi della squadra FIGC iblea lo troviamo strumentale ed è contrario ad ogni principio e ad ogni essenza dello sport e del calcio. Anziché riflettere sui motivi di un risultato sfuggito per poco, per un´inerzia ed anche per quella congiunzione di fattori negativi che purtroppo succede nel calcio come nella vita di ogni giorno, i dirigenti (o ex) del Città di Ragusa, non trovano di meglio che disegnare un quadro tutto a loro danno, per cui la Federazione avrebbe deciso di penalizzarli e di impedirgli di vincere il campionato. Se questi dirigenti hanno la certezza che nei confronti della loro squadra, sono state ordite trame penalizzanti, lo scrivano agli organi dell´ufficio indagini Federale competenti o anche alla magistratura ordinaria! Lo facciano subito anziché diffondere una nota che insinua il dubbio della malafede altrui per giustificare una sconfitta e il mancato raggiungimento di un risultato su cui tutti gli interessati delle sorti del Ragusa speravano.

Altrimenti, se non hanno uno straccio di prova e vogliono solo motivare le loro dimissioni con una ´panzana´ del genere -magari nascondendo i veri motivi che, invece, ci stanno dietro e sono trapelati purtroppo per loro già all´esterno ed abbiano la creanza di chiedere scusa ai vertici regionali perché il presidente Regionale ha altri obbiettivi nell´agenda molto più nobili e sportivi rispetto a queste insinuazioni. Chiedano scusa e stiano zitti non gettando sulla nostra istituzione sportiva». Fin qui il delegato provinciale, ora bisogna vedere come reagiranno i diretti interessati.

LE DIMISSIONI DEI TRE DIRIGENTI
Il Città di Ragusa sbaracca? Sembrerebbe di sì alla luce delle dimissioni annunciate dal vicepresidente Angelo Paternò, dal direttore sportivo Massimiliano Vitale e dal segretario Rosario Massari. I tre dirigenti hanno lasciato solo, almeno per il momento, il presidente Giovani Vitale, che dovrà ora gestire il delicato avvio della nuova stagione. Sul tavolo del presidente infatti ci sono l’eventuale domanda di ripescaggio in Eccellenza o la continuazione dell’esperienza avviata con tanto entusiasmo qualche anno fa e culminata con l’approdo in Promozione.

«Una decisione sofferta –scrivono i tre dirigenti dimissionari- e per certi versi inevitabile, frutto di un’attenta valutazione, maturata in questi ultimi giorni, rispetto a quanto accaduto nella scorsa stagione e che ci ha fatto perdere l’entusiasmo iniziale. Sono davvero troppi gli episodi che hanno condizionato, in negativo, la stagione. E non parliamo di episodi sportivi che, naturalmente, possono starci. Ma, ora che a mente fredda abbiamo avuto la possibilità di riflettere su determinati fatti, non si può non pensare che non ci sia stata una mano nascosta a cercare di penalizzarci più di quanto fosse lecito. E tutto ciò alla fine si è tradotto nel mancato raggiungimento dell’obiettivo prefissato ad inizio stagione. Non ci piangiamo addosso, per carità, né intendiamo fare dietrologia a buon mercato. A quello pensano i complottisti. Ma qualcosa, durante la scorsa stagione, non è andato per il verso giusto. E parliamo di un accanimento che il Città di Ragusa non avrebbe meritato assolutamente. Ecco perché, al di là delle decisioni che saranno prese dal presidente Giovanni Vitale e dai suoi più stretti collaboratori, noi abbiamo pensato di passare la mano, convinti come siamo che non è possibile fare sport in questo modo senza che, tra l’altro, la città, a parte i centocinquanta tifosi che ci hanno seguito dall’inizio dell’annata agonistica, e che non finiremo mai di ringraziare per il loro sostegno, si accorga di quello che sta accadendo». I tre dirigenti si riferiscono alla ripetizione della gara contro l’Atletico Catania, la scelta di giocare la gara all’»Aldo Campo» piuttosto che al «Biazzo» e la designazione del campo di S. Pietro Clarenza e di domenica mattina contro il Città di Catania. Troppo per vicepresidente, direttore sportivo e segretario che hanno preferito farsi da parte aprendo di fatto una crisi nella società azzurra.

E’ possibile, tuttavia, che la mossa sia stata studiata per riportare l’attenzione sulla società, sul suo futuro, sulla necessità di coagulare altre forze attorno alla società. Il Città di Ragusa ha ottime possibilità di arrivare in Eccellenza attraverso il ripescaggio e non si capisce il perché proprio in un momento così delicato e a campionato concluso, le cui due ultime gare di play off contro Paternò e Città di Messina sono state inappuntabili sotto tutti i punti di vista, i tre dirigenti abbiamo voluto aprire una crisi di fatto. Tutta da vedere l’evoluzione dei fatti e soprattutto le decisioni del presidente Vitale che dovrà ora decidere cosa fare.

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