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Sport
RAGUSA - 09/06/2018
Motori: organizzato dal Veteran Car Club Ibleo, lungo le le strade del territorio ibleo

Raduno moto storiche esalta paesaggio e centri barocchi

Gli equipaggi hanno toccato Ibla, Scicli, Giarratana e Palazzolo
Duccio Gennaro
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Moto Guzzi, Altea, Bsa,Piaggio, Bmw e Triumph hanno dato vita alla 14ma edizione del raduno "Moto storiche nel barocco ibleo". La manifestazione, organizzata dal Veteran Car Club Ibleo, si è tenuta lungo le le strade del territorio ibleo. Un appuntamento molto atteso dagli appassionati e dagli estimatori delle due ruote d’antan che hanno potuto ammirare, perfettamente funzionanti, veri e propri pezzi pregiati. Pezzi che hanno assunto ancora più valore nel momento stesso in cui hanno interagito con i palazzi barocchi di cui è disseminato il territorio. A Scicli sulle basole di via Mormino Penna, le moto storiche hanno partecipato alla kermesse non sono passate affatto inosservate. Dalla Ducati Monza del 1970 alla Bmw R75 del 1972, per non parlare della Norton Commando del 1972 o della Ariel F risalente addirittura al 1929, tutte hanno sprigionato un fascino non consueto che ha fatto girare più volte lo sguardo dei passanti casuali. I 51 partecipanti nella prima giornata hanno visitato Palazzolo, con visita al teatro greco, poi sono transitati per Giarratana e successivamente per il quartiere barocco di Ibla.

«Per noi sottolinea il presidente del Vcci, Antonino Provenzale è una immensa soddisfazione quando chiudiamo un raduno e gli appassionati ci dicono che vogliono ritornare già in occasione del prossimo e che sono pronti sin da ora a prenotarsi. Significa che tutto è andato bene e che l’organizzazione è stata curata sotto ogni punto di vista. Ringrazio anche il gruppo di centauri maltesi che, come ormai succede da qualche anno, ci vengono a trovare in occasione di un appuntamento che dà modo a ciascuno di loro di mettere in vetrina le loro straordinarie moto. Insomma, un evento sportivo che non è solo sport ma è anche modo di fare cultura attraverso la promozione del nostro territorio e della nostra enogastronomia».

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